Ospitalità extralberghiera in Italia: rapporto B&B 2025

L’ospitalità extralberghiera in Italia sta vivendo una fase di profonda trasformazione, segnata da nuove normative, cambiamenti nelle abitudini dei viaggiatori e una gestione sempre più complessa. Per comprendere meglio questa evoluzione, Bed-and-Breakfast.it ha condotto un’indagine approfondita tra i suoi iscritti, raccogliendo 1.726 risposte da gestori di B&B, affittacamere, case vacanza, agriturismi e locazioni turistiche.

Il Rapporto B&B Italia 2025 offre una panoramica dettagliata della situazione attuale, evidenziando i principali trend del settore, tra cui: andamento dei ricavi, digitalizzazione, difficoltà burocratiche e CIN. 

Chi sono gli operatori dell’extralberghiero e dove si trovano?

Il Rapporto B&B Italia 2025 ci permette di tracciare un identikit degli operatori del settore extralberghiero. La tipologia di attività più diffusa è senza dubbio l’affitto breve.

La maggior parte, quasi il 50%, si trova nel Nord Italia, mentre il resto delle strutture è distribuito tra Centro, Sud e Isole, seguendo le tradizionali direttrici del turismo italiano.

Un dato interessante riguarda la localizzazione delle strutture: il 15% si trova nelle grandi città, mete ambite per i city break e il turismo culturale, un altro 15% nei borghi e nelle città medie, che attraggono un turismo più slow e autentico, e oltre un terzo in aree naturali, ideali per chi cerca relax e contatto con la natura.

Un altro aspetto importante dell’ospitalità extralberghiera in Italia è che quest’ ultima rimane un’attività prevalentemente a conduzione familiare, con un’età media dei gestori che supera i 45 anni e una netta maggioranza femminile. Oltre il 60% dei proprietari gestisce la struttura da solo, spesso come seconda attività o dopo il pensionamento, con un numero limitato di camere (2 o 3 in media). Questa caratteristica rende il settore extralberghiero un’attività flessibile e adattabile alle esigenze dei gestori, ma richiede anche una forte dedizione e capacità di gestione.

Ospitalità extralberghiera: sostenibilità, clientela e  promozione digitale

Il settore dell’ospitalità extralberghiera in Italia mostra segnali di consolidamento, con un numero crescente di gestori che dichiarano di non avere difficoltà economiche. Tuttavia, la stagionalità e la limitata capacità ricettiva continuano a incidere sui ricavi. Il fatturato medio annuo si aggira intorno ai 26.500 euro, con un prezzo medio per notte tra 60€ e 100€.

Parallelamente alla crescita economica, si osservano due trend emergenti: l’attenzione alla sostenibilità ambientale e l’accoglienza degli animali domestici. Il 94,8% delle strutture utilizza lampadine a basso consumo e il 35% ha installato pannelli solari, dimostrando un forte impegno verso la sostenibilità.

Ospiti e prenotazioni: l’importanza dell’esperienza e della promozione online

Il settore attrae sia turisti italiani che stranieri, con una predominanza di visitatori provenienti da Germania, Francia e Paesi Bassi. Gli ospiti tipo sono coppie tra i 41 e i 55 anni, che soggiornano mediamente 1-3 notti. Questi clienti apprezzano particolarmente l’accoglienza dell’host, la qualità dell’alloggio e la posizione, confermando la crescente importanza dell’esperienza rispetto al solo prezzo.

Per quanto riguarda la promozione, le piattaforme online restano il principale canale di prenotazione, con il 93% dei gestori iscritti alle OTA. Tuttavia, le strategie di marketing diretto sono ancora poco diffuse, segnalando una scarsa indipendenza promozionale.

CIN e burocrazia: un’analisi delle sfide per i gestori extralberghieri

L’introduzione del Codice Identificativo Nazionale (CIN) nel 2024-2025 ha generato reazioni contrastanti tra i gestori di strutture extralberghiere. Se da un lato oltre il 50% lo considera uno strumento utile per contrastare l’abusivismo, dall’altro quasi il 40% lo percepisce come un ulteriore aggravio burocratico.

Il 75% dei gestori ritiene che la normativa italiana sia eccessivamente complessa, e il 60% chiede l’istituzione di un’unica piattaforma nazionale per la gestione del CIN e del CIR. La burocrazia rappresenta un ostacolo concreto per molti gestori: il 50% dedica fino a 5 ore al mese alle pratiche amministrative, mentre il 17,6% impiega oltre 10 ore mensili.

Solo il 9,3% dei gestori ha ricevuto supporto dagli enti pubblici, evidenziando una carenza di assistenza da parte delle istituzioni. In questo contesto, Bed-and-Breakfast.it si è rivelata una delle principali fonti di informazione per la richiesta del CIN, fornendo un supporto prezioso ai gestori.

Tecnologia e self check-in: un’opportunità ancora inesplorata

Nel settore dell’ospitalità extralberghiera, l’accoglienza rimane prevalentemente manuale: l’80% degli host effettua il check-in di persona.

Anche l’uso di software gestionali è limitato: il 56,7% dei gestori preferisce gestire tutto manualmente, mentre solo il 34,9% utilizza strumenti digitali per la gestione delle prenotazioni.

L’adozione di tecnologie come il self check-in e i software gestionali potrebbe rappresentare un’opportunità per migliorare l’efficienza e la gestione delle strutture extralberghiere. Il self check-in, in particolare, potrebbe consentire ai gestori di risparmiare temp, soprattutto in caso di arrivi fuori orario.

Il Rapporto B&B Italia 2025 offre una panoramica dettagliata del settore extralberghiero in Italia, evidenziando le sfide e le opportunità che attendono i gestori.

[Fonte: Bed-and-Breakfast.it]

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